UNA POSSIBILITA’

desensibilizzazione emdr

 

DAL RICORDO AL PRESENTE

 

 

Se l’evento che ci ha fatto soffrire è stato troppo forte o ha colpito in un momento di vulnerabilità, le immagini, i pensieri, i suoni e le emozioni associati all’accaduto sono memorizzati nel cervello, pronte a svegliarsi al minimo ricordo del trauma.

A distanza di tempo tutti sanno di non essere più in pericolo, o sopraffatti da un accadimento negativo ormai lontano, non dovrebbero soffrire più, il tempo che li separa dal fatto doloroso dovrebbe ormai aver guarito le ferite, lo sanno ma non lo sentono, l’EMDR viene proprio impiegato per permettere la guarigione a livello emotivo, perché quella a livello razionale è già avvenuta.

Quando si sono vissute certe esperienze, non si smette mai di riflettere; si ascoltano i consigli di parenti e amici, si leggono libri sull’argomento e ci si può anche sentire meglio in apparenza.

In realtà invece, ogni evento doloroso ci blocca e nel tempo ci fa rivivere le emozioni che rimangono aggrappate al passato anche quando acquisiamo una visione razionale del trauma che abbiamo subito.

La sola evocazione del ricordo di un episodio tragico può ributtarci nello stessa paura o panico vissuto anche decenni prima o semplicemente riattiva le emozioni di tristezza e spesso si scoppia a piangere.

Ognuno di noi ha subito ferite nel suo corpo, possiamo ricordare come sono state curate guardando le cicatrici, le ferite dell’anima non possiamo vederle per questo sono  più difficili da curare e da guarire.

Le ferite dell’anima sono spesso molto dolorose e producono danni nello spirito, nella mente e nel corpo e gli eventi che le hanno determinate sono difficili da dimenticare

L’EMDR  lavora sul ricordo doloroso, non per cancellarlo dalla nostra memoria, ma per far si che non ci faccia più male. Questa è la strada per guarire definitivamente dalle conseguenze di un trauma.

Basti pensare che quando un ricordo di un incidente o di una violenza fisica e sessuale non ci fa vivere bene, l’EMDR ha dimostrato di poter funzionare nell’80% dei casi, risultato sorprendente che non può lasciarci che con un’idea positiva: quella di una possibilità terapeutica da utilizzare.

Dott.ssa Lucia Dies