STATO D’ANSIA

 

ansia                                                    

                                        NON  SO PERCHE’  MA…………..SONO ANSIOSO

Tutti nella nostra vita abbiamo conosciuto un disturbo d’ansia.

L‘ansia è un’emozione normale che attiva l’organismo ad affrontare una situazione che riteniamo pericolosa.

Grazie ad essa ci rendiamo conto meglio, in modo dettagliato dell’ambiente che ci circonda, siamo in grado di decodificare i segnali di pericolo e trovare vie di fuga.

Il nostro corpo partecipa con segnali molto chiari: aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco, della sudorazione ecc. Questi fenomeni che sono mediati dal nostro sistema neurovegetativo permettono in caso di reale pericolo di sfruttare al massimo la nostra forza muscolare per poter scappare o attaccare e riuscire così a scongiurare il pericolo garantendo la sopravvivenza.

Vista così l’ansia è una condizione fisiologica, efficace, è cioè una risorsa.

In molti momenti della nostra vita questa risorsa ci è utile per affrontare le situazioni di rischio o migliorare le nostre prestazioni ( ad es. affrontare bene un colloquio di lavoro).

Parliamo di ansia patologica quando diventa eccessiva, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni, a tal punto, da incidere profondamente nella vita delle persone fino a renderle incapaci di affrontare qualsiasi cosa, anche le più semplici.

I disturbi d’ansia diagnosticabili perchè codificati sono i seguenti:

Fobia specifica ( spazi chiusi, aereo, microbi, animali come insetti, cani, gatti, ecc)

Disturbo di panico o agorafobia ( situazioni in cui non si vedono vie di fuga rapida)

Disturbo ossessivo-compulsivo

Fobia sociale

Disturbo da stress acuto o post-traumatico da stress

Disturbo d’ansia generalizzata

E’ bene conoscere anche, come l‘ansia patologica agisce sul piano psichico e  fisico.

Sul piano psichico la strada che segue è sempre quella cognitiva, ci si sente nervosi, incapaci di rilassarsi, irritabili, si ha difficoltà ad addormentarsi, si è apprensivi, si ha paura di perdere il controllo di se stessi e anche di morire.

Sul piano fisico le manifestazioni possono essere molto varie e strettamente personali come palpitazioni, sudorazioni, vertigini, sbandamenti, senso di soffocamento, bocca asciutta, nausea, diarrea o altri disturbi intestinali, tensione o dolore muscolare, tremori, nodo in gola, vampate di calore o brividi, affaticabilità o irrequietezza.

Coloro che soffrono di questo disturbo sussultano facilmente e sono agitati e irrequieti; in genere sono apprensivi e spesso si tormentano immaginando qualche disgrazia incombente, come la morte. Molto comuni sono anche l’impazienza, l’irritabilità, gli scoppi d’ira, l’insonnia e la distraibilità, dovuti allo stato di continua tensione che la persona vive.

Uno stato d’ansia patologico spesso trova origine o è associato ad accadimenti negativi come la perdita del lavoro, esami scolastici andati male, lutti, difficoltà coniugali, separazione.

In tutti questi casi lo stato d’ansia può diventare una costante durante tutta la giornata, il soggetto ne è cosciente e non riesce con il semplice ragionamento, pur definendo il suo stato esagerato, a interromperlo o a gestirlo.

In alcuni casi lo stato ansioso compare senza una causa scatenante, si accompagna a sintomi acuti quali senso di soffocamento, paura di morire o perdere il controllo, sintomi neurovegetativi. E’ uno stato ricorrente, di breve durata, inatteso e scatenato da stimoli o situazioni molto variabili.

DISTURBO D’ANSIA GENERALIZZATO (GAD)

Il disturbo d’ansia generalizzato viene definita in campo medico anche come ” PAURA SENZA IL SUO OGGETTO” perchè non è facile risalire alla causa che lo determina.

I criteri diagnostici per il Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD) secondo il DSM-IV-TR sono i seguenti:

Ansia e preoccupazione eccessive (attesa apprensiva), che si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi, riguardano una quantità di eventi o di attività (come prestazioni lavorative o scolastiche, lutti, separazioni).

La persona ha difficoltà nel controllare la preoccupazione.

L’ansia e la preoccupazione sono associate con tre (o più) dei sei sintomi seguenti (con almeno alcuni sintomi presenti per la maggior parte dei giorni negli ultimi 6 mesi).

Nota: Nei bambini è richiesto solo un item.

– irrequietezza, o sentirsi tesi o con i nervi a fior di pelle

– facile affaticabilità

– difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria

– irritabilità

– tensione muscolare

– alterazione del sonno (difficoltà ad addormentarsi, risvegli frequenti, sonno inquieto o insoddisfacente)

Il disagio dato dai sintomi è significativo e ha ripercussioni sul funzionamento sociale del soggetto esprimendosi  sia nelle relazioni familiari e amicali che nel campo lavorativo.

Vanno esclusi tutti i casi in cui c’è un uso di droghe o  particolari malattie come per es.  l’ipertiroidismo.

Le persone che presentano questo disturbo sono spesso tormentate, immaginando varie tipologie di disgrazie, malattie, incidenti, tracolli economici fino alla morte e manifestano questo loro tormento passando dall’impazienza alla rabbia, soffrono d’insonnia e facilmente si distraggono.

Il disturbo d’ansia generalizzato è più frequente di quanto s’immagini colpendo il 5% della popolazione, compare durante l’adolescenza, le donne sono colpite con più frequenza degli uomini, lo stress è un fattore determinante e si associa spesso ad altri disturbi dell’umore.

Le modalità di comparsa sono differenti:

– può durare per brevissimi periodi
– può durare per anni
– possono alternarsi periodi di benessere e periodi di crisi.

Se gli attacchi si ripetono nel tempo, soprattutto a breve distanza tra di loro, si sviluppa un ulteriore stato di ansia generalizzata dovuto alla paura dell’arrivo di queste crisi (stato d’ansia generalizzata nell’ansia generalizzata).

Bisogna imparare a distinguere la paura dall’ansia.

La paura ci porta a prendere delle precauzioni per la nostra incolumità (es: evitare strade buie e poco frequentate durante le ore serali e notturne), l’ansia generalizzata addirittura ostacola le nostre facoltà di saper prendere i dovuti accorgimenti.

La paura dipende sempre da un fattore esterno, certo ed identificabile, pertanto se non c’è questo fattore, non c’e’ paura.

L’ansia generalizzata invece dipende da un fattore interno, quindi più difficile da evitare.

Un altro fattore da tenere in considerazione è la correlazione tra ansia generalizzata e depressione.

La prima arriva all’improvviso, senza  preavviso e cresce molto rapidamente, la depressione è invece subdola, colpisce lentamente, all’inizio i sintomi sono vaghi, sfumati e non ben identificabili e quando c’è divora,  distrugge, rendendo ogni attimo della  vita grigio e triste.

In alcuni casi i sintomi della depressione prevalgono su quelli tipici dell’ansia generalizzata, altre volte accade il contrario (rapporto ansia generalizzata e depressione).

C’è chi afferma che i sintomi sono espressioni differenti di un’unica patologia, altri sostengono che la depressione interviene necessariamente durante uno stadio avanzato dello stato ansioso (es. nei casi di ansia generalizzata nell’ansia, attacchi di panico, etc), altri ancora insistono sulla distinzione netta tra le due malattie.

PSICOTERAPIA

Gli approcci terapeutici più comunemente usati nel disturbo d’ansia sono quelli cognitivo-comportamentale, di sostegno e psicoanalitico.

L’approccio cognitivo comportamentale è rivolto al trattamento delle distorsioni cognitive del paziente e ad affrontare i sintomi.

La terapia di sostegno offre ai pazienti rassicurazione e conforto, la sua efficacia  è relativa.

La psicoterapia psicoanalitica cerca di affrontare i conflitti inconsci.

I pazienti hanno una riduzione dell’ansia  quando hanno  l’opportunità di discutere le proprie difficoltà con uno specialista attento ed empatico.

Un terapeuta sistemico identifica situazioni esterne che provocano ansia e può essere in grado – da solo o con l’aiuto dei pazienti o delle loro famiglie – di modificare l’ambiente e pertanto ridurre le pressioni stressanti.

Una riduzione nei sintomi spesso consente ai pazienti di funzionare efficacemente nel loro lavoro quotidiano e nelle relazioni, cosa che fornisce nuove soddisfazioni e gratificazioni che sono esse stesse terapeutiche.

Per i pazienti psicologicamente attenti e motivati a capire le fonti della loro ansia, la psicoterapia può essere il trattamento di scelta.

Dott.ssa Lucia Dies